10/12/09

L'ateismo intransigente non assomiglia ad una religione?

Una mamma atea si lamenta dell’insegnante di italiano del figlio la quale ha il difetto di essere suora. La mamma in questione ha paura che, quando si parlerà di creazione, la suora voglia convincere il bambino che Dio ci ha messo lo zampino.
Un magistrato ateo si batte da anni per togliere dalle scuole e dagli uffici pubblici il crocefisso: non per rispetto di chi professa un’altra religione ma per la laicità dello stato.
Sono solo due piccoli esempi ma alle volte ho l’impressione che esista un ateismo talmente radicale da assomigliare ad una religione, con la differenza che mentre noi cristiani crediamo in Dio, l’ateo radicale crede nel Nulla.
Personalmente credo che un ateismo davvero tale, difficilmente possa esistere, nel senso che, per quanto possa credere che nulla esista tranne quanto vedo e di cui provo l’esistenza, come faccio a non avere dei dubbi. Come faccio a non dubitare che possa esserci una presenza altra e oltre.
Magari al di fuori di schemi monoteistici tipici delle grandi religioni, magari sperando che esista davvero, o anche solo chiedendosi come mai tanti ci credono.
Se non altro il dubbio è sinonimo di intelligenza, (anche per i cristiani i quali, se gli capita di dubitare è perché, credo, si pongono il problema, e ciò è un bene), la certezza assoluta è frutto o di fede, (nel qual caso non si può parlare di ateismo), o di rigidità mentale…Mi sbaglio?
Spaziamente

08/12/09

Relativista sempre ma con dei limiti.

Rileggendo alcuni post del passato, mi accorgo di aver preso grosse cantonate.
Trovo consolante l’essermene accorto e l’aver avuto la capacità di cambiare opinione.
L’ultimo argomento sul quale ho gravemente sbagliato è il relativismo del quale resto un fan ma che, a differenza di prima, non riesco più a considerare un bene in assoluto, senza alcun freno ma riesco finalmente a conciliare il mio essere cattolico con l’essere relativista, (pensate che fulminato considerare tutto questo un problema…).
L’errore precedente era dovuto, ancora una volta, all’aver letto dichiarazioni, articoli sui giornali, riguardanti l’atteggiamento della Chiesa, in primis del Papa, nei confronti del relativismo, ed essere giunto alla conclusione dell’errore della Chiesa, senza aver approfondito.
Oggi, grazie in special modo ad Antiseri ed al suo libro: “Libertà”, scritto a due mani con Giorello e che tanto desideravo leggere, ho capito che mai la Chiesa, ed in particolare il Papa si sono permessi di condannare il relativismo in quanto tale.
Scrive il Papa: “ Nell’ambito politico questa concezione ha ampiamente ragione. Non esiste un’opzione politica che sia l’unica giusta. L’elemento relativo, la costruzione della convivenza umana ordinata secondo libertà, non può essere assoluto. Però anche nella sfera politica con il relativismo totale non se ne viene a capo. V’è dell’ingiustizia che non può mai diventare giustizia, (per esempio uccidere innocenti; negare a singoli o a gruppi il diritto alla loro dignità umana); v’è giustizia che non può mai diventare ingiustizia. Di conseguenza non si può disconoscere un certo diritto al relativismo nell’area politico-sociale. Il problema sta nel suo concepire se stesso come illimitato”.
Nel prosieguo del testo dal quale sono prese queste parole e che risale al 2003, il Papa, (non ancora, allora), spiega più approfonditamente il suo no all’assolutismo relativista e…mi ha convinto.
Non riesco a dargli torto quando il nostro afferma: “ Non tutto è permesso, neanche la maggioranza è l’ultima istanza, la legittimazione assoluta di tutto, ( a noi questo dovrebbe ricordare qualcosa…), in quanto la dittatura della maggioranza sarebbe ugualmente pericolosa come le altre dittature. Perché si potrebbe un giorno decidere, per esempio, che vi sia una “razza” da escludere per il progresso della storia.
Se qualcuno riesce a persuadermi che questi argomenti non sono più che sufficienti per dire si al relativismo ma con dei limiti, non mi resta che fargli un monumento, anche perché, fondamentalmente per chi si definisce liberale, l’essenziale è la responsabilità insita nella libertà e quindi quanto sopra ben si associa a questa responsabilità.
Spaziamente

05/12/09

DOCHODJAGA

Nelle mie peregrinazioni fra i testi sulla prigionia nei gulag e sul sistema concentrazionario sovietico, ho spesso incontrato questo termine russo: dochodjaga.
Il significato è presto detto: quando una persona comincia ad avere un colorito giallastro tendente al verdognolo, quando comincia a strisciare per terra nutrendosi di qualsiasi cosa le capiti a tiro, fango, escrementi, quando i suoi occhi cominciano a brillare di follia, allora gli altri prigionieri comprendevano che quella persona aveva superato la soglia oltre la quale non si poteva più tornare indietro, sarebbe presto morto.
Ora, leggendo un romanzo di Vasillj Grossman, ho scoperto che quel termine era divenuto famoso anche nei lager nazisti.
Ogni volta che incontro quel termine inorridisco ma mi sorprendo a cercare di immaginarmi il lento incedere del dochodjaga ed il suo sguardo.
Cerco di figurarmi una persona che possa assomigliare al lui, magari scavando nella galleria di personaggi visti in film di fantascienza.
Ogni volta capisco mi sia impossibile riuscirci ed allora mi sento fortunato, incredibilmente fortunato perché vivo nella parte “giusta” del mondo, nell’epoca senza ideali, senza i principi che avevano i giovani un tempo e senza la possibilità di incontrare un dochodjaga.
Spaziamente

30/11/09

Pagine che lasciano il segno...

Prendo in mano un libro letto anni fa, ne apro una pagina a casa e leggo: “Quando considero la breve durata della mia vita, sommersa nell’eternità che la precede e la segue, il piccolo spazio che occupo e che pure vedo, inabissato nell’infinita immensità degli spazi che ignoro e mi ignorano, mi spavento e mi meraviglio di trovarmi qui piuttosto che là perché non c’è affatto una ragione che dia conto del qui piuttosto che del là, dell’oggi piuttosto che del domani. Chi mi ci ha messo? Per ordine e per opera di chi questo luogo e questo tempo sono stati destinati a me? Ricordo dell’ospite di un solo giorno, che subito passa.”

Ne sono sbalordito: in poche righe le Domande, le ansie e la consapevolezza di ciò che siamo e di ciò che temiamo. Quando leggo certe cose mi sento davvero piccolo, senza scomodare l’infinito, nei confronti di certe menti.
Spaziamente
p.s. Si tratta di un pensiero di Pascal

28/11/09

Siamo persone insensibili? Riusciremo a diventare dei probi reciclatori di rifuti?

Un paio di punti sui quali discutere, (ma con chi che nessuno risponde mai…).
Ultimamente capita spesso di sentire o vedere pubblicità che, per invogliare a fare offerte pro: bambini malati, terre arse dalla sete, popoli fuggiti dalla guerra ecc., ti fa capire che siamo degli insensibili perché, pur sapendo cosa succede nel mondo, non vediamo o, peggio, ci giriamo dall’altra parte.
A parte il discorso marketing che sicuramente raggiungerà il suo scopo, dal punto di vista umano credo sia impossibile oggi, per chiunque, avere una vita decente, arrovellandosi sui destini di centinaia di milioni di individui che soffrono.
Non voglio essere insensibile ma se non erro, mai come oggi, avvengono donazioni a getto continuo nei confronti di chi vive situazioni di disagio, (la fine che fanno quei soldi è un’altro paio di maniche). Molti, indipendentemente dalle motivazioni, vuoi con il cellulare, vuoi tramite conti correnti, vuoi donando le cose vecchie, fanno qualcosa.
Si potrà fare sicuramente di più ma, conclusione, non credo proprio che l’individuo medio, oggi, sia colpevole di disinteresse.
Il secondo punto è la protesta anti inceneritori.
Sono, in assoluto, d’accordo, ma leggendo le proposte di un comitato locale, mi sono posto qualche domanda: i "no inceneritori" partono dal presupposto che basta arrivare al massimo del riciclaggio per avere un minimo di residuo che diventa inutile bruciare, (semplifico al massimo).
Perfetto ma questo tipo di proposta si scontra con i comportamenti delle persone mediamente presenti nel mondo.
Conosco varie realtà dove la differenziata è a ottimi livelli, (nella zona dove abito superiamo il 60%), ma da quando differenziamo obbligatoriamente, i fossi si sono riempiti di pattume che qualcuno deve raccogliere. So per certo che anche i perfettini svizzeri si divertono ad espatriare i rifiuti nel varesotto ed in trentino qualcuno fa prendere aria al cosiddetto residuo andando in comuni dove ci sono i cassonetti.
Per quanto trovi giusto differenziare ed impegnarsi a migliorare sempre più, credo sia realistico tener conto dei comportamenti reali per decidere come affrontare certe sfide. Per fare un solo piccolo esempio: se io differenzio a più non posso ma ogni volta che acquisto un oggetto X, me lo ritrovo coperto da strati di cartone plastica e materiali vari, hai voglia dopo di lamentarti.
Meglio che a questo punto mi fermi. Comunque, in entrambi i casi, noto una mancanza di realismo nel considerare l’umana natura
Spaziamente

18/11/09

Privatizzano la gestione dell'acqua...mbè? Che la cosa possa peggiorare ho dei dubbi.

Tutta questa gran menata sull’acqua non la capisco proprio.
Oddio privatizzano…. Ma mica l’acqua, privatizzano la gestione mettendo dei paletti che, fra le altre cose, per gli amanti della libertà di iniziativa, lasciano il tempo che trovano.
Ma poi vorrei sapere: fino adesso chi si è occupato dell’acqua? Le municipalizzate.
Cosa sono queste benedette municipalizzate che sembra, adesso, abbiano salvato tutti dal furto dell’acqua? Sono aziende parapubbliche, mi si passi il termine, in cui certe persone, simpatiche ai politici di turno, decidono che prezzi far pagare ai cittadini di un’area geografica. Il tutto, nell’ambito dell’acqua, senza che nessuno possa permettersi di fare prezzi più bassi, o più alti, (si chiamerebbe concorrenza). Solo loro decidono: è questo il bello dell’acqua pubblica? Aumenterà il prezzo dell’acqua? Ma non ci viene detto ad ogni piè sospinto che l’acqua in Italia è fra le meno care al mondo e questo ci porta anche a sprecarne tantissima, (siamo o no fra i più grandi utilizzatori pro capite di acqua?).
Non sono decenni che ci raccontano che circa il 40% dell’acqua vien persa dagli acquedotti colabrodo? Ma se il privato è così brutto, qualcuno sarebbe così gentile da spiegarmi cos’ha di bello il pubblico, (almeno fino ad oggi), nella gestione di questo bene fondamentale?
Il sistema in discussione sarà certamente opinabile ma smettiamola con la baggianata del mostro privato che ci asseta tutti per comprarsi ville e barche a vela.
Spaziamente

Meno tasse più soldi allo stato...


La fonte è Chicago Blog ma se non me lo metto sul blog va a finire che non trovo più questo diagrammo che indica in percentuale chi da maggiore contribuzione negli USA con aliquote fiscali basse, molto basse.
Secondo me questo grafico dovrebbe essere riportato in ogni giornale di buon senso ed essere discusso con i nostri "tassatori" di destra e sinistra, in tutte le trasmissioni di dibattito per far si che si capisca quanto ci prendono per i fondelli.
Spaziamente
p.s. per le obiezioni consiglio la lettura del post di Chicago

15/11/09

L'importanza del rispetto reciproco nella politica.

Dopo aver sentito parlare per anni delle “Prediche inutili” di Luigi Einaudi, finalmente le sto leggendo e devo ammettere che gli spunti interessanti sono davvero tanti.
In particolare, in questo periodo nel quale il rispetto fra le opposte “fazioni” politiche è ai massimi, (chiaramente si scherza), mi colpisce quanto scritto in una “predica” intitolata: “Liberalismo e socialismo”: “[…] Sia consentito star fermo nell’opinione che quando si passi dall’enunciazione dei supremi principi a quelli delle tesi legislative, vien fuori il contrasto fondamentale fra le due esigenze della libertà dell’uomo e della necessaria cooperazione fra gli uomini associati; e dal contrasto nascono le due tendenze che ho detto liberale e socialistica. […] continuerò a dire che le due tendenze spirituali proprie dell’uomo intiero sono bensì in contrasto ma è contrasto fecondo e creatore. I due uomini, pur avversandosi non sono nemici; perché ambedue rispettano l’opinione altrui; e sanno che vi è un limite all’attuazione del proprio principio. Ambo le specie di uomini sanno di collaborare ad un opera comune:; […] e sanno di essere capaci di vivere ed operare se e finchè sono decisi a tollerarsi a vicenda”.
Esattamente quello che succede oggi in parlamento….E se pensiamo che questo scritto risale agli anni ’50, direi che siamo arretrati parecchio.
Spaziamente

10/11/09

E la droga fa notizia...ma solo per oggi

Dopo aver compreso che l’ex presidente della regione Lazio è un consumatore di droga, (o un drogato che dir si voglia), per qualche giorno si sono susseguite le analisi e le notizia fra le quali quella riguardante il presunto record italiano sull’uso di cocaina.
La cosa più sorprendente, almeno per me che con i drogati ci lavoro, è la sorpresa con la quale si ricevono notizie di questo tipo.
Che altro potrebbe succedere in un paese nel quale abbiamo: un senatore a vita dichiaratamente consumatore di cocaina, (ma per curarsi, chiaramente), un Lapo Elkan che, dopo esser stato scoperto a consumare droghe, (con chi poco importa), è stato eletto manager più crativo tra i giovani..., un Matteo Cambi che, dopo aver fatto la bella vita per anni, trovato con la coca, in quattro mesi, da consumatore attivo è diventato testimonial del no alla droga, (il messaggio, chiaramente involontario di Cambi che ha pagato come pochissimi in Italia, è: fate come vi pare, pippate pure che poi nel giro di pochi mesi si fa sempre in tempo a recuperare e tornare in giro), un politico che, trovato a consumare cocaina, non lascia sbigottiti perché è tossico ma perché andava con i trans, (essendo personaggio pubblico è giusto che i suoi comportamenti siano trasparenti ma da qui a sbattersene del suo consumo per inseguire e intervistare i trans…).
Tutto questo mentre, per esempio, nel mondo, la modella più pagata del mondo è una certa Kate Moss, beccata a pippare cocaina per poi vedersi aumentare gli ingaggi.
Fatto questo populistico e banale elenco veniamo ai messaggi costruttivi che vengono dati in pasto ai possibili consumatori……Nada, nothing, niente, se non l’articolo di un giorno qualunque che il giorno seguente viene dimenticato.
Io vedo persone che lottano per anni, (ANNI), cercando di cambiare comportamenti che hanno portato al consumo di droga, e mica tutti sono dei disgraziati usciti da famiglie debosciate e senza ne arte ne parte. Vedo persone che provano da anni e ricadono continuamente, vedo persone che soffrono e che piano piano diventano dei cronici perdendo, fra le altre cose, capacità intellettive e vedo qualcuno, ma qualcuno, che riesce a cambiare davvero vita, (perché di questo si tratta). Ma questo non è interessante.
Spaziamente

E l'Italia che va sempre più piano....

Leggendo i blog di persone che credo abbiano almeno il merito di ragionare con la propria testa, (condizione assolutamente non generalizzata), mi imbatto in uno degli ultimi post di Phastidio.com e non posso fare altro che dargli ragione perché, se anche non condividessi i suoi commenti, lasciano davvero poco spazio alla fantasia le tabelle che mostra.
Senza considerare le prospettive future che, comunque nessuno realmente conosce ma che si possono intuire, il passato ci dice che l’Italia è fanalino di coda dei paesi industriali: Ultimi nel 2007 e in compagnia di altre 4 nazioni nel 2008 con un PIL negativo.
Il brutto è che, annunci a parte, nessuna vera riforma strutturale è stata fatta in questi anni per evitare che il futuro resti a bassa crescita, (giusto per citare un esempio le province sono ancora al loro posto con l'aggiunta di altre tre a partire dallo scorso anno).
Spaziamente